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LUCE E CAMPANE
Beata cappella
cappella beata,
ché frate Migliore
t’ha resa più bella.
Il gusto del bosco,
ti lava e carezza.
Lontana nel tempo,
una prece tu canti,
che dice, creata,
la gioia d’un Dio.
Ti guarda, perfetto,
l’azzurro del cielo,
cappella beata.
Tu, l’occhio colora;
nel cuore, riflessi,
sfaccetta, d’amore.
Tu, roccia potente,
contrasta, col freddo,
la fame, le veglie,
il tristo maligno,
che tenta scalfire
il frate Migliore.
‘Na sera la luce ti bacia.
Campana sorride,
che il vento percuote;
la gloria richiama,
beata,
d’un frate di Dio.
Affretta! Su, corri!
Migliore è transito,
a vita, nei cieli.
Rimane soltanto,
la cella dimessa,
serena dimora.
Infine, nell’anno clemente,
la mano che dona,
ti sfiora, ti rende più bella,
scordata da tanto,
solinga cappella.
Beata cappella
cappella beata:
il frate Migliore
t’ha resa più bella
(Prof. Giulio Dei)
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