SAN GIOVANNI GUALBERTO
Lasciò Firenze sette anni dopo il duello,
in cui un uomo gli uccise il fratello…
Promise al defunto: - Ti vendicherò!... - ,
ma una croce, e non spada, lo fermò!...
Perdonò il crudele omicida,
poi corse a San Miniato, chiesa fida!…
Nella Basilica, il Cristo Beato
approvò il suo Santo operato,
col cenno affermativo della testa,
che causò in Giovanni vera festa!…
Nel convento di San Miniato al Monte
succhiò la fede come a una fonte,
per sette anni di pio raccoglimento,
trascorsi senza alcun cedimento…
Alfine, dopo gran peregrinare,
in cerca di persone da salvare,
sostò nella mistica Vallombrosa,
ove un faggio gli diè cura pietosa,
sottraendolo al freddo della foresta
e salvandolo da morte funesta,
ricoprendolo col suo verde manto,
nell’ afflato dello Spirito Santo!...
Il pio monaco Giovanni Gualberto,
operando con il cuore ben certo,
fondò l’ Abbazia presso il Faggio Santo,
ispirandosi al suo verde canto…
Passan gli anni, nel luogo benedetto,
ove i monaci trovarono un tetto;
fedeli al motto “Ora et labora,”
gioiosa e santa passa ogni ora…
Sotto la guida del caro Abate,
serviva Dio, sereno, ogni frate,
offrendo al Padre qualsiasi evento!…
Così scorre la vita al pio convento!…
La foresta il monastero circonda:
dell’Eco Celeste, arcana, abbonda!…
E’ Beatissimo Giovanni Gualberto,
vero cristiano fervente ed aperto,
Patrono delle Guardie Forestali,
che, parlando di lui, approntan le ali,
per raggiungerlo, con grande sorriso,
nel verde e ubertoso Paradiso,
luogo Santo, ove non alberi fieri
fruttificano, ma uomini veri,
che, trionfando in essi il Superno Amore,
son degni Seguaci di Dio Creatore!...
Fulvio
Castelli
Firenze, 2010