Home PageForumPresentazioneInformazioni

Sport Invernali

PubblicazioniCircuito Cappelle

Altri Itinerari

Un pò di storia

Castello Acquabella

Video

Il Trenino

Poesie

Racconti

Fotografie

Mappe

Chi siamo

Link

 

 

 

 

Poesie

"Le dieci Cappelle di Vallombrosa"

di Fulvio Castelli  (Professore di lettere, Poeta e Scrittore)

 

LE DIECI CAPPELLE DI VALLOMBROSA

 

Dieci, come i Dieci Comandamenti,

dieci macchie bianche, immerse

nel verde intenso della foresta,

dieci candidi simulacri di fede

e di cristiana pietà,

che fissano i punti sacri

della mistica Vallombrosa,

 

dalla Cappella del Masso del Diavolo,

ove la rupe e il precipizio sono stati santificati

dalla imperitura Croce di Cristo,

 

alla Cappella di San Torello,

candida chiesina uniforme,

ove Giovanni Gualberto incontrò altri eremiti,

che lì avevano le loro celle,

e ove sorse un Oratorio,

 

dalla Cappella del Masso di San Giovanni Gualberto,

avente un mirabile arco frontale,

mentre una iscrizione e una immagine

 ricordano il prodigio

del masso trasformatosi in cera,

per salvare San Giovanni Gualberto,

scaraventato giù dal Demonio nella scarpata,

nell’Anno Domini 1024,

 

alla suggestiva Cappella delle Colonne,

situata sulla strada per il Casentino,

da cui ci sorridono il solingo Eremo di Camaldoli

e il possente, granitico Santuario de La Verna,

Cappella caratterizzata da eleganti colonne,

che sorreggono il loggiato,

e all’interno un altare in pietra,

il tutto edificato nel 17° secolo,

 

dalla Cappella del Beato Migliore,

sorta anch’essa nel diciassettesimo secolo,

accanto alla povera grotta

nella quale visse e morì il Beato Migliore,

alla cui dipartita le campane dell’Abbazia

si misero a suonare da sole,

per annunziare la morte del monaco,

che fu trovato immobile

nel devoto atto di pregare,

 

alla Cappella di San Girolamo,

sorta pure nel diciassettesimo secolo,

con un vivido arco a tutto sesto,

 poggiato su decorative lesene,

e all’interno un altare in pietra,

sormontato da un antico tabernacolo

ornato di sculture,

mentre due leggiadre colonne ingentiliscono l’ambiente,

 

dalla Cappella di Santa Caterina,

edificata nel diciassettesimo secolo,

dedicata a Santa Caterina di Alessandria,

sede di antichi eremiti,

con un pio altare in pietra,

circondata da un basso muretto perimetrale,

 

al Tabernacolo di San Sebastiano, dedicato

al giorno di San Sebastiano del 1348,

in cui due monaci appestati lì persero la vita,

senza contagiare i confratelli della vicina Abbazia,

 

dalla Cappella della Fonte di San Giovanni Gualberto,

luogo di penitenza, sorto

 vicino all’Abbazia e alla Fonte,

riservato soprattutto alle donne,

ove San Giovanni Gualberto

bagnava i piedi ed il corpo

nell’acqua della fonte miracolosa,

segno di prodigiosa guarigione

per molti infermi,

 

sino alla ieratica Cappella del Faggio Santo,

ultima della serie,

ma prima per importanza

e per significato etico e spirituale,

punto focale della storia Vallombrosana,

con l’incontro tra Giovanni Gualberto

e il miracoloso Faggio Santo,

punto d’inizio della Sacra Abbazia,

e punto universale di unione

tra pura natura e Dio Supremo!...  

 

                          Fulvio Castelli

                               Firenze 2011